"Ero molto giovane avevo 15 anni, andavamo di sera all’accampamento dei tedeschi, alcuni di noi li distraevano vendendogli per pochi soldi le fotografie delle attrici italiane, altri intanto eseguivano atti di sabotaggio, gettando sabbia all’interno dei serbatoi dei camion tedeschi. Dopo un po’ ci fu la soffiata e diventai anche io un ricercato, una sera scappai di casa, passai la notte in un fienile. Da li andai da Don Mario un parroco che aveva dei contatti con le squadre partigiane. Dormivamo all’addiaccio sulle foglie secche di faggio, mangiavamo i ricci e ascoltavamo la radio alimentandola con la pietra focaia. Ero troppo giovane per le azioni ma ero svelto e scaltro: diventai una staffetta, recapitavo messaggi da una brigata all’altra. I messaggi venivano scritti su una carta molto leggere simile a quella usata per le sigarette, facile de ingerire nel caso si venisse scoperti; l’ordine era questo"

lorenzo-papi01

“Ero molto giovane avevo 15 anni, andavamo di sera all’accampamento dei tedeschi, alcuni di noi li distraevano vendendogli per pochi soldi le fotografie delle attrici italiane, altri intanto eseguivano atti di sabotaggio, gettando sabbia all’interno dei serbatoi dei camion tedeschi. Dopo un po’ ci fu la soffiata e diventai anche io un ricercato, una sera scappai di casa, passai la notte in un fienile. Da li andai da Don Mario un parroco che aveva dei contatti con le squadre partigiane. Dormivamo all’addiaccio sulle foglie secche di faggio, mangiavamo i ricci e ascoltavamo la radio alimentandola con la pietra focaia. Ero troppo giovane per le azioni ma ero svelto e scaltro: diventai una staffetta, recapitavo messaggi da una brigata all’altra. I messaggi venivano scritti su una carta molto leggere simile a quella usata per le sigarette, facile de ingerire nel caso si venisse scoperti; l’ordine era questo”