“Dopo l’8 settembre io insieme ad altri 40 giovani ragazzi andammo alla miniera dove avevamo lavorato fino a pochi mesi prima, poi era stata trasformata in un campo di prigionia e una postazione tedesca, la avremmo trovato le armi e gli esplosivi di cui avevamo tanto bisogno. La miniera era completamente deserta, c’era solo il capo cantiere, lo dovetti minacciare, puntandogli il fucile da caccia di mio padre alla fronte, prima che ci rivelasse l’ubicazione del materiale bellico. Ci armammo e prendemmo la strade per le montagne. Tempo dopo fui catturato e venni portare a Cinecittà che all’epoca anche li era stato costruito un campo di prigionia tedesco. Una mattinata ci stavano portando, con un camion, a minare un ponte, quando fummo attaccati dagli aerei anglo-americani, nella confusione generale riuscii a scappare e mi riunii alla brigata partigiana”

lorenzo-papi07

“Dopo l’8 settembre io insieme ad altri 40 giovani ragazzi andammo alla miniera dove avevamo lavorato fino a pochi mesi prima, poi era stata trasformata in un campo di prigionia e una postazione tedesca, la avremmo trovato le armi e gli esplosivi di cui avevamo tanto bisogno. La miniera era completamente deserta, c’era solo il capo cantiere, lo dovetti minacciare, puntandogli il fucile da caccia di mio padre alla fronte, prima che ci rivelasse l’ubicazione del materiale bellico. Ci armammo e prendemmo la strade per le montagne. Tempo dopo fui catturato e venni portare a Cinecittà che all’epoca anche li era stato costruito un campo di prigionia tedesco. Una mattinata ci stavano portando, con un camion, a minare un ponte, quando fummo attaccati dagli aerei anglo-americani, nella confusione generale riuscii a scappare e mi riunii alla brigata partigiana”