“ Rifiutammo la chiamata alle armi e, dopo l’8 settembre, partimmo in 8 e ci rifugiammo in montagna; eravamo solo fuggiaschi, renitenti, senza armi o altro equipaggiamento. Venne l’inverno e fui catturato dai tedeschi e imbarcato sul primo treno, insieme ad altri prigionieri, per la Germania. Fortunatamente in una piccola stazione di campagna ci fu un imboscata partigiana, riuscii a scappare e mi unii alla brigata. Passò l’estate, le acque si calmarono e arrivò anche la notizia che la mia città era stata liberata. Il giorno dopo salari i miei compagni e partii a piedi. Fu un cammino che durò diversi giorni, camminavo principalmente di notte lungo sentieri poco battuti per evitare incontri spiacevoli. Arrivai finalmente a casa; dimagrito, provato, le scarpe praticamente inesistenti e i piedi sanguinanti”

lorenzo-papi13

“ Rifiutammo la chiamata alle armi e, dopo l’8 settembre, partimmo in 8 e ci rifugiammo in montagna; eravamo solo fuggiaschi, renitenti, senza armi o altro equipaggiamento. Venne l’inverno e fui catturato dai tedeschi e imbarcato sul primo treno, insieme ad altri prigionieri, per la Germania. Fortunatamente in una piccola stazione di campagna ci fu un imboscata partigiana, riuscii a scappare e mi unii alla brigata. Passò l’estate, le acque si calmarono e arrivò anche la notizia che la mia città era stata liberata. Il giorno dopo salari i miei compagni e partii a piedi. Fu un cammino che durò diversi giorni, camminavo principalmente di notte lungo sentieri poco battuti per evitare incontri spiacevoli. Arrivai finalmente a casa; dimagrito, provato, le scarpe praticamente inesistenti e i piedi sanguinanti”